La promozione dell’allattamento materno è considerata una priorità di salute pubblica e le più qualificate organizzazioni internazionali, come l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità, ritengono il latte materno il miglior alimento per il bambino, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo, per il legame che crea tra mamma e bambino e che rimane nel tempo.
Il latte della mamma non si scorda mai“, con questo slogan il Ministero della salute dà il via alla prima campagna di comunicazione per la promozione dell’allattamento al seno, presentata oggi a Palazzo Chigi dal sottosegretario Eugenia Roccella, cui ha partecipato anche il sottosegretario Letta.

Nella conferenza stampa di presentazione il Sottosegretario Roccella ha messo in luce la necessità di reintrodurre, nella nostra società, il concetto della naturalità e spontanietà dell’allattamento al seno. Anche se spesso un’organizzazione di tempi e spazi poco favorevole e una mancanza di sostegno alle mamme può portare a ritenere più comodo l’allattamento artificiale, in realtà allattare al seno comporta un risparmio economico e di tempo, non dovendo preparare tettarelle e sterilizzatori, e permette di entrare in rapida sintonia con le richieste del bimbo.
Valorizzare l’allattamento al seno, ha sottolineato il Sottosegretario, vuol dire tutelare la maternità, che ha un valore sociale ed ha bisogno di una tutela sociale.

La campagna vuole veicolare in particolare tre messaggi:Allattamento al seno: una campagna di comunicazione per le mamme

  • tutte le mamme hanno il latte
  • tutte, con un po’ d’aiuto, possono allattare
  • allattando si cresce insieme

In più, il latte materno è raccomandato come alimento esclusivo almeno per i primi sei mesi di vita dall’OMS e come alimento principale fino al primo anno di vita, per le sue qualità nutritive e perché protegge il bambino da molte malattie e infezioni. Non meno importane il beneficio fisico e psicologico che ne trae la mamma.
Gradualmente vanno inseriti anche altri cibi complementari. Suggerito, inoltre, di proseguire l’allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera.

Questa prima campagna è rivolta principalmente alle neomamme del sud dell’Italia: un’indagine Istat, infatti, evidenzia un tasso di allattamento al seno esclusivo o predominante piuttosto basso in queste zone (indagine multiscopo Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” del 5 giugno 2006).

Fonte: Ministero della salute

Redazione internet – Maddalena Baldi