Allattare: sì, no, forse… L’importanza del corretto supporto degli esperti del settore

Allattare: sì, no, forse… L’importanza del corretto supporto degli esperti del settore

Pubblicato il 29 dicembre 2011, da in Allattamento

Condividiamo un post trovato sul blog www.QUANDONASCEUNAMAMMA.com e scritto da Barbara, mamma e psicologa assistente alla maternità: è la nostra filosofia!!!

Ho visto in questi giorni uno scatenarsi di polemiche sull’allattamento..e così ho sentito di voler dire la mia, dato che anche per me è parte integrante del lavoro sostenere le neomamme in questo aspetto…
Allattare… Innato? Da imparare? È un obbligo?
Gira su Facebook un post, messo su da una mamma e proposto da una categoria, in cui si propone di denunciare chiunque suggerisca ad una neomamma una marca di latte artificiale.
Se è vietato dalla legge, un motivo ci sarà.
Senz’altro l’obbiettivo di questa iniziativa è boicottare tutti quelli che non sostengono l’allattamento al seno, puntando sul business del latte in polvere e abbandonando la mamma, peggio ancora guadagnandoci, anziché sostenerla in questa magnifica avventura. E questo mi pare condivisibile senza dubbi.
Ma mi domando se tali iniziative risolvano il problema.
Per curare sul serio una malattia, non si agisce sui sintomi ma sulle cause.
Così per la mentalità dell’allattamento: prendere di mira l’ultimo anello della catena non so quanto serva, se poi non c’è stata la formazione prima.
Vietare a chiunque di parlare di artificiale potrebbe essere da valutare se e solo se le mamme siano state sicuramente formate, istruite, sostenute, se abbiano sostegno a casa, se siamo sicuri che ci sia latte in abbondanza e…se lo vogliono davvero. Ce lo siamo mai chiesto?
Credo sia fondamentale non dimenticare mai questo aspetto.
Anche nel mio sito, dove ho pubblicato una dispensa specifica sull’argomento, ho usato questa metafora: l’allattamento è una meravigliosa storia d’amore. Tra mamma e bambino.
Dipende esclusivamente da loro due: ne sono i protagonisti assoluti e tutti, ma proprio tutti gli altri, professionisti compresi, sono attori sullo sfondo che possono dare consigli e niente più.
Senza indurre sensi di colpa, senza recriminazioni. Senza imporre la propria volontà, anche se ben formata professionalmente.
Un cucciolo di una mamma che “distribuisce latte” ma che è sfinita, si sente nervosa o in colpa, perché fa “quello che deve fare perché l’ha detto qualcun altro” beh…se ne fa poco o niente.
O un piccolo che per tanti motivi (una nascita prematura, una condizione di salute particolare) si sia abituato al biberon e non vuol saperne del seno?
Non è forse giusto rispettare le volontà di queste due persone, che hanno il diritto di dire “non ce la faccio, non mi va, non ho risorse in questo momento per questo percorso?” Pensiamoci.
Anche i bambini hanno la loro volontà. O i loro problemi.
Un frenulo corto, una fisiologia del seno particolare, una condizione di salute o psicologica, seppur transitoria, possono essere di ostacolo a un buon avvio.
Il compito di un professionista serio è dare le corrette informazioni, sostenere la mamma, incoraggiarla, illustrare vantaggi e limiti di tante scelte…avendo rispetto delle sue idee, limiti, risorse.

Basta con le mamme che piangono perché sedicenti esperti hanno detto loro che se il bambino non prende il latte materno quasi sicuramente sarà vittima della sids.

Basta con terroriste dell’allattamento che si rivolgono a una mamma che nonostante una piccola giunta iniziale ha allattato notte e giorno nove mesi dicendole “Certo, per quel poco latte che tuo figlio ha preso…”

Basta sentire che un piccolo non prenderà mai più il seno perché la mamma una volta, disperata, gli ha dato il ciuccio per dormire un’ora.

Basta.

Se alla base di qualsiasi dichiarazione ci sono delle verità più o meno discutibili, l’intelligenza, il buon senso e il tatto di chi le filtra, rendendo una minaccia un dolce consiglio, trasforma un buon servizio di sostegno nell’ennesima campana che la mamma deve subire, che la stordisce e la svilisce.
Non sarà che le mamme dovranno difendersi anche da noi, esperti straripanti di nozioni ma poveri di empatia?
Sarebbe veramente una grave, grave sconfitta.

Dott.ssa Barbara Capponi
Psicologa Assistente Alla Maternità

(Articolo tratto da: http://www.quandonasceunamamma.com/2011/12/allattare-si-no-forse-limportanza-del.html)

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3 Commenti a “Allattare: sì, no, forse… L’importanza del corretto supporto degli esperti del settore”

  1. Grazie care mamme amiche per aver postato il mio articolo! Sono felice che condividiate la mia filosofia. Sono a disposizione per consigli, chiacchierate e pareri personalizzati. A presto!
    Barbara, Assistente alla Maternità

  2. Professionemamma

    30 dicembre 2011

    Buonasera, sono daccordo in parte con ciò che è scritto in questo articolo.
    Concordo pienamente sull’importanza dell’informazione ( che dovrebbe avvenire sia nel senso del latte artificiale sia nel senso del latte materno).
    Evidentemente però la Dottoressa non è completamente formata ed informata riguardo l’allattamento al seno.
    Forse non è a conoscenza del fatto che ogni mamma ha il diritto di allattare in quanto ogni mamma ha il latte (sono davvero molto rari i casi di mamme senza latte).
    Bisogna assolutamente rispettare le scelte di ogni individuo, qualsiasi esse siano (nel rispetto altrui) ed è per questo motivo che non bisogna cadere nel rischio di dare sbagliate informazioni ed etichettare una “categoria” di mamme.
    Siamo tutte mamme e donne uguali sia che allattiamo sia che non allattiamo!
    Mi piacerebbe molto sapere quali professionisti sostengono che i bambini che non prendono il latte materno quasi sicuramente sarà vittima di SIDS?
    Vorrei sapere perchè io mamma che allatto mio figlio devo sentirmi chiamare “terrorista in allattamento” solo perchè sono convinta e ne ho le fonti valide (OMS – UNICEF – IBFAN – MAMI ect..) che il latte materno sia il miglior nutrimento per il nostro bambino?
    Mi piacerebbe sapere quale professionista ha mai detto che il bambino non prenderà mai più il seno perchè la mamma gli ha dato una volta il ciuccio?

    Per quanto riguarda il bicottamento del latte artificiale le cose non stanno proprio come sopra citate.
    Purtroppo nella nostra società con il passare degli anni si è andata radicando la cultura dell’allattamento artificiale a discapito di quello naturale al seno.
    Di base ci sono molti fattori, sociali, culturali e soprattutto economici.
    Fino ad oggi le multinazionali non hanno fatto altro che “boicottare” in maniera subliminale l’allattamento al seno, nonostante era ed è tutt’ora il modo più naturale e sicuro di alimentare i nostri figli.
    Per fortune oggi le cose stanno cambiando, con la speranza che pian piano possiamo riprenderci la naturalità della nostra vita.

    Leggo molta amarezza e solitudine nelle parole della Dottoressa in questo articolo.
    Probabilmente la Dottoressa ha alle spalle un trascorso difficile rispetto all’allattamento, forse non ha avuto il sostegno dovuto quando ne ha avuto bisogno.
    Una cosa detta dalla Dottoressa è sacrosanta e da non dimenticare mai: l’allattamento è una meravigliosa storia d’amore. Tra mamma e bambino.
    Ilaria Cinefra Professionemamma

  3. Salve Ilaria, purtroppo tutto quello che ho scritto fa parte della mia esperienza come professionista e vicina alle mamme che davvero si sono sentite dire da altri professionisti dell’allattamento ( o presunti tali) le dichiarazioni di cui sopra.
    Nessuna mamma che decide di allattare può essere definita talebana dell’allattamento.
    Altrettanto credo sia giusto rispettare coloro che non lo desiderano o che non possono, per tanti motivi, proprio nella prospettiva di riconoscere pari dignità alle mamme che allattano o meno.

    Perchè ogni mamma ha il diritto, e non il dovere,di allattare.

    Trovo altresì corretto ricordare che non tutte le mamme possano allattare; ci sono molti più casi di quanto si pensi, e una corretta informazione e approfondita conoscenza della clinica lo dimostrano.

    Ogni professionista segue strade diverse per sostenere l’allattamento, in base alla sua formazione e personalità.
    Oltre che una formazione teorica, l’esperienza che ho fatto è stata anche sul campo: facendo pratica anche in ospedale ho potuto constatare che più delle etichette e le cosiddette “fonti valide”, le mamme hanno bisogno di persone preparate ma empatiche, in grado di comprendere i loro bisogni, vissuti e desideri. e poi tutto il resto viene da sè, e va nel migliore dei modi, se la mamma viene accolta.
    Senza dimenticare che ogni vero professionista sa che il latte materno è l’alimento migliore, e cercherà di promuoverlo il più possibile nel rispetto della situazione e delle persone.

    Chiaro comunque che ogni mamma sceglierà il professionista che la accompagni in base alle proprie idee e al proprio modo di vedere le cose: siamo tante persone diverse, e ognuna troverà sostegno nell’esperto che più sente vicino.

    Da professionista, consiglio sempre di diffidare da posizioni, fonti di informazione e individui estremisti: questa missione necessita, oltre che di una adeguata formazione e preparazione, di intelligenza e flessibilità.

    Dott.ssa Barbara Capponi, Psicologa e Assistente alla Maternità

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