Metodo “Fate la nanna”: o lo ami o lo odi… e tu?

Metodo “Fate la nanna”: o lo ami o lo odi… e tu?

Pubblicato il 02 agosto 2009, da in Libri

AUTORE: Eduard Estivill, Sylvia de Béjar
TITOLO: Fate la nanna
EDITORE: Mandragora
ANNO PUBBLICAZIONE: 1999

Il sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino”.

«Ecco quello che mi serve, la ricetta miracolosa» potrebbe pensare un genitore che ha perso il sonno da ormai molte notti.

E a mio modesto parere ci sono suggerimenti validi, ad esempio quando descrive l’importanza dei “rituali” che introducono il sonno; oppure quando insiste sul fatto che sia bene che i bambini imparino a dormire da soli; e ancora quando sottolinea come sia fondamentale l’atteggiamento dei genitori, che riescano a trasmettere calma e serenità per accompagnare il figlio verso il sonno. “Il piccolo è come un radar costantemente puntato sugli stati d’animo dei genitori. Sente quel che loro sentono.” [pag. 33].

Altre affermazioni mi hanno lasciata perplessa, anzi mi hanno trovata fortemente contraria, tanto da farmi riconsiderare la validità dell’intero contenuto:

  • Seguite alla lettera queste istruzioni, in capo ad una settimana dormirete come ghiri (ma stiamo parlando di bambini o di elettrodomestici?);
  • L’età di vostro figlio è indifferente; pensate sempre di avere a che fare con un neonato (ma percezioni e bisogni cambiano con la crescita, come pure le richieste!).

Non viene mai fatto accenno al bisogno del bambino di essere ascoltato e accolto nelle sue richieste; non viene considerato il legame madre-figlio come canale di comunicazione-scambio e crescita per il bimbo.

Ne ho tratto l’impressione che l’autore non abbia provato sulla sua pelle cosa significa sentir piangere la propria creatura; mi è parso piuttosto uno scritto impersonale.

Per concludere, pedagogicamente contesto i metodi suggeriti nel capitolo 5 per far rimanere a letto più tempo i bambini: sono metodi diseducativi in quanto instaurano l’abitudine ad ottenere sempre un nuovo gioco, un premio, ogni volta che il bimbo “esegue” ciò che gli viene chiesto. E personalmente ritengo che sia l’adulto a dovere adattare i suoi ritmi (nel limite del possibile) a quelli del proprio figlio, e non viceversa.

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16 Commenti a “Metodo “Fate la nanna”: o lo ami o lo odi… e tu?”

  1. carmen

    19 settembre 2009

    Ho letto il libro quando il mio cucciolo aveva due mesi;sono inorridita,è un metodo crudele e vorrei tanto fare due chiacchere con l’autore…. Non si dovrebbero nemmeno pubblicare certi modi di fare.

  2. Alice

    26 settembre 2009

    Premetto che sarebbe molto interessante fare un incontro su questo tema con i genitori che hanno provato il metodo e con chi non ha avuto il “coraggio” o semplicemente era in disaccordo.
    Personalmente sono assolutamente d’accordo con l’autore di questo libro; il motivo principale è che il mio bambino si svegliava ogni mezz’ora e si riaddormentava esclusivamente se gli si prendeva la manina per poi risvegliarsi dopo averla lasciata. Era sempre nervoso durante il giorno…comprensibile! non riposava bene…

    Durante l’applicazione di questo metodo non ha pianto nemmeno molto, è stato come se ci avesse chiesto lui di dargli un po’ di fiducia, che ce l’avrebbe fatta a dormire anhe da solo.

    Altra cosa: per quanto riguarda il suo sistema nervoso non sufficientemente maturo, vi ricordo che proprio per questo Estivill non consiglia di applicare il metodo prima dei sei mesi (infatti fino a questa età sembra che il bambino abbia effettivamente delle esigenze fisiologiche da soddisfare: fame, sete ecc).
    L’unica cosa su cui sono d’accordo con Enza sono i metodi suggeriti nel capitolo 5 per far rimanere a letto più tempo i bambini infatti “è l’adulto a dovere adattare i suoi ritmi (nel limite del possibile) a quelli del proprio figlio, e non viceversa”.
    Ci sarebbero tante altre cose interessanti su cui discutere, quando possibile mi farà molto piacere farlo.

  3. elisa

    28 settembre 2009

    ciao,
    ho letto tutto il libro tre volte dopo che mi era stato consigliato da amiche, e prima di metterlo in pratica: un clamoroso fallimento che mi ha fatto sentire per un pò depressa. Poi ho capito che non può funzionare per tutti i bambini perchè tutti i bambini non sono uguali!!
    La mia piccina nei 5 giorni di “prova” ha vomitato, pianto per più di 2 ore consecutive senza dormire mai, sangue dal naso, sbatteva la testa nel lettino per finire con lividi ed ecchimosi sulla testa, ed era triste tutto il giorno.
    Abbiamo smesso!! ognuno ha i suoi tempi e noi abbiamo deciso di rispettare i suoi, non vizziandola ma raggiungendo compromessi accettabili.
    Un saluto .

  4. Alice

    04 ottobre 2009

    Sì, forse hai ragione Elisa. E’ probabile che la cosa sia soggettiva. Il mio bambino come già detto ha pianto pochissimo altrimenti non ce l’avrei fatta nemmeno io a sopportare quello che è capitato a te.
    Io non credo che la sua sia stata rassegnazione come dicono molti (visto che già dal secondo giorno dormiva) ma una sorta di incoraggiamento a dormire da solo e meglio…

  5. Francesca

    19 ottobre 2009

    Sono d’accordo con Alice: la cosa è sicuramente soggettiva, dato ch eognuno di noi è diverso dall’altro. Quello che non mi piace di questo libro è che ignora totalmente l’unicità degli individui e tratta i neonati come macchine cui dare delle istruzioni. Sono convinta che poi ogni genitore terrà in conto le carattristiche del prorpio figlio nell’applicare eventualmente le regole suggerite, ma la freddezza del testo mi sconcerta.
    Infine lancio una provocazione: chi ha il coraggio provi ad applicare il metodo col secondo figlio, col rischio che svegli anche il primo…sono equilibri delicati che per essere mantenuti hanno bisogno di flessibilità e di una grande capcità di ascolto.

  6. Erika

    28 ottobre 2009

    Stesso titolo, ma stavolta non è un libro, bensì un sito: http://www.fatelananna.it/
    …e con consigli ben più “morbidi”…
    Dateci un occhio, è molto carino!
    Erika

  7. Sara

    20 gennaio 2010

    Disperata per le notti insonni, ho letto ‘Fate la nanna’ con l’intenzione di metterlo in pratica a partire appunto dal sesto mese. Ma dopo pochi tentativi, senza successo, mi sono venuti dei grossi dubbi e sono andata alla ricerca di opinioni diciamo scientifiche in proposito. Ho avuto la fortuna di trovare in libreria un bellissimo libro, che vi consiglio vivamente!
    Si intitola ‘Facciamo la nanna’ di Grazia Honegger Fresco.
    E’ un bel libro perchè analizza, capitolo per capitolo, il libro di Estivill e ne mette in luce tutte le contraddizioni, concludendo sulla mancanza di ogni base scientifica, e sulla pericolosità, di tale metodo.
    Ora il mio bambino ha 1 anno e mezzo (e sta per nascere una sorellina a giorni!) e continua a …svegliarsi e a svegliarci più volte a notte. Certo, ci sono dei periodi in cui va meglio e altri in cui va peggio, ma resto convinta che si debba usare molto più l’istinto materno (e anche quello paterno aiuta!) e ascoltare e cercare di capire i bisogni del bambino, anzichè sognare una scorciatoia, troppo facile, che dovrebbe essere uguale per tutti i bambini..che uguali invece non sono!

  8. Naomi

    21 gennaio 2010

    Io l’ho letto e poi l’ho messo via, l’ho “metabolizzato” leggendo qua e là altre opinioni in merito. Poi quando il lettino in camera nostra cominciava ad essere invadente, abbiamo deciso che era l’ora che imparasse a dormire da solo (6 mesi). Non con il cronometro in mano, ma con il cuore, abbiamo scandito i tempi del rientro in camera per rassicurarlo. Il primo gg ha pianto 30′, il secondo 15, il terso, 8′ il quarto 20′ …dal quinto piange-mugola 1 minuto o nulla!! Mi reputo solo FORTUNATA, e non mi sento “La signorina Rottermeier”. Mi associo a tutte le atre mamme, il bambino rimane la “sveglia” della casa! Speriamo qualche volta si scarichino le pile!!! 😉

  9. isabella

    31 gennaio 2010

    a chi ha voglia di continuare ad interrogarsi e confrontarsi intorno al tema del sonno del bambino suggerisco un libro “Il mio bambino non mi dorme” e un gruppo di yahoo dedicato: estivill no grazie. Proprio a partire dall’approccio pedagogico (bisogni e natura del sonno del bambino) che si trova in Facciamo la nanna il libro aggiunge qualche suggerimento pratico, dettato dal “buon senso” – cioè “buon senso di mamma”.

  10. Cristina

    27 aprile 2010

    devo dire che il libro me lo consigliarono tre mie amiche che ne avevano tratto grandi benefici. E’ stata un o dura all’inizio, anche perchè non voleva saperne di stare da solo, ma dopo 5 giorni di dubbi incertezze e timori è accaduto il “miracolo”….ha cominciato a dormire e ad addormentarsi completamente da solo nella sua stanza!!! Ha avuto una ricaduta intorno all’anno mezzo, causata tralatro da un nostro errore comportamentale, così abbiamo riapplicato il metodo 2 gg e via…ora ha due anni e mezzo, lo metto nel suo lettino alle 9, prende il pupazzo, fa ciao con la manina, noi chiudiamo la porta e lui tira fino al mattino… forse siamo stati fortunati, ma quel libro ci ha veramente salvato!!!

  11. Ylenia

    25 settembre 2010

    Io ho letto questo libro e devo dire che con me ha funzionato.
    Certo non l’ho preso alla lettera ho solo preso degli spunti, ma ha funzionato. Non tutti i bambini sono uguali però e cmq io non ll’ho fatta piangere per ore, magari per un pò,dieci minuti poi sono tornata a calmarla, altri dieci minuti e poi sono tornata a calmarla e cosi via….bisogna anche considerare il momento in cui applicare questo libro. No nello svezzamento, no se sta per arrivare un fratellino, no se ha cominciato l’asilo, no se sta mettendo i denti, insomma il bimbo deve essere in uno stato d’animo tranquillo e i genitori pure. Ora sinceramente anche io a 16 mesi la metto nel suo lettino con il pupazzo e alle 9:00 / 9 e 30 dorme.

  12. Elisa

    17 ottobre 2010

    Mi hanno regalato Fate la nanna perché’ era un bes t selleria (quel criminale di un pediatra ha fatto pure i soldi oltre che aver reso più infelici e frustrati tanti bambini).
    Non ha senso dire ‘avere il coraggio’ di applicare il metodo, piuttosto “avere la crudeltà’ di applicarlo!
    So bene cosa vuol dire dormire male, ma non per questo lascerei piangere i miei bimbi per “educarli’.
    Certo che essendo io del parere che dovremmo tutte leggere ‘il concetto del continuum’ e i libri di Carlos Gonzalez prima di fidarci del parere del primo ‘esperto’ ( estivill) che trova una soluzione universale a un rituale così personale come la nanna del proprio bebè.

    Se non sine’ capito…detesto Estivill, perché ha causato sofferenze inutili!
    Concordo con Sara su tutto !
    Elisa

  13. Monica

    19 ottobre 2010

    Non ho letto “Fate la nanna” perchè ne ho sentito parlare male. Alcuni miei amici hanno applicato questo metodo ma pochi ne hanno avuto benefici.
    Io credo che, come per ogni altra fase dei nostri bimbi, la cosa migliore sia ascoltarli. Anche se piccoli sanno comunicare i loro stati d’animo e le loro esigenze. Almeno con noi ha funzionato.
    Noi mettiamo a letto Federico appena vediamo i primi segnali del sonno. Gli cantiamo una ninna nanna cullandolo e poi, ancora sveglio, lo mettiamo nel suo lettino e gli diamo la buona notte. E Chicco dorme tutta la notte. A volte si risveglia e piange, così lo prendo in braccio, lo coccolo un po’, un bacio e di nuovo nel letto. Ora ha 16 mesi e questo “rito” viene fatto già da diversi mesi.

  14. MAnuela

    08 novembre 2010

    io ho appena letto Fate la nanna.. anche se ero andata in libreria a cercare ” il linguaggio segreto dei neonat” di Tracy Hogg e invece mi hanno consigliato quello … sinceramente sono d accordo sulle stesse cose di enza ma per il resto è veramente troppo crudele…cmq la nostra sperienza , applicando il metodo solo come schema ma poi eseguito piu che altro in base al mio istinto materno, Greta ora dorme da sola… ma per noi è stato facile perchè lei in 5 mesi e mezzo aveva sempre dormito bene tanto e d asola e poi ad un tratto aveva smesso di farlo la notte.. e ho capito che avevo sbagliato io che con l inizio dello svezzamento mi sentivo in colpa e la cullavo di continuo anche se la notte piagnucolava un pochino la tiravo su e la baciavo e coccolavo… e anche per addormentarla la tenevo in braccio quando lei fin dal primo mese di vita non ne ha mai avuto bisogno..anzi… ora invece sono 3 4 gg che seguo un po i consigli del libro , cioe quelli di farla addomentare da sola con l orsacchiotto… stare calma… ed uscire dalla stanza e rientrarci dopo un po.. e lei ierisera si è addormentata da sola quasi..solo con una strofetta di Ninna nanna Mamma si è rilassata e poi nanna fino a stamani alle 6.30 dalle 20.30 di ierisera…e anche i risvegli notturni praticamente s eli gestisce da sola.. è stupenda la mia cucciola!!!!

  15. Valentina

    16 marzo 2011

    una dei doni più belli che mi ha fatto mio figlio nascendo è insegnarmi a imparare a vivere CON lui, i tempi li ha sempre dettati lui e più cresce e più sono convinta che è stata la scelta giusta: ognuno di noi adulti è diverso e ha i suoi modi, i suoi tempi… perchè dovrebbe essere diverso per i bambini?
    So che forse per qualcuno sarebbe più comodo dire “dormi!” e il bambino dorme, “mangia!” e il bambino mangia, “ridi” e il bambino ride… ma in questo caso si parla di un bambolotto…
    Sono contenta di essermi fatta guidare dal mio bambino in questa meravigliosa avventura che è l’essere mamma! …lo vedo sereno e questo per me è la risposta migliore ad ogni mio dubbio!

  16. Erika

    24 settembre 2013

    Agghiacciante puntata di “SOS Tata” con il metodo Estiville applicato in TV…le associazioni e i genitori si ribellano:

    http://www.uppa.it/rubriche/editoriali/lettera-aperta-al-garante-per-la-protezione-infanzia-e-adolescenza-vincenzo-spadafora

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